martedì 28 agosto 2012

You're so much a part of me that you'll be with me, no matter what.


Tu non c’eri. 
Non c’eri. 
Eppure ti sentivo come si sente l’angoscia, come si sente l’abbandono.
Ti sentivo nelle ossa, nel silenzio, ti sentivo solo io. 
Solo e sempre io, mentre tutto quanto intorno mi diceva che tu non c’eri.
(Marco Conidi)


Tu non ci sei, ma io ti sento, ti sento nei polmoni e nello stomaco, ti sento al mare che mi abbracci e ti sento la notte che mi accarezzi i capelli, ti sento quando piango perché è morto Giò che mi stringi forte e mi asciughi le lacrime e mi sussurri qualcosa per farmi star meglio anche se sappiamo entrambi che non servirà, ti sento per strada che mi prendi per mano e ti sento nei negozi di libri che mi consigli Hemingway e mi vien tanto da ridere e da rispondere "Tanto sai che non lo leggerò finché non avrò finito la mia lista personale", ti sento all'Esselunga che mi indichi il burro d'arachidi che ti piace tanto e sbuffi quando scuoto appena la testa in segno di diniego perché se non ci sei tu io non lo assaggio, ti sento ovunque e nessun altro può capire quanto la cosa sia meravigliosa e devastante al contempo.
Ti sento, tu non ci sei ma non importa, secondo me è lo stesso principio di quando ascolti la musica dall'ipod, i cantanti non sono mica lì a cantare per te, ma in fondo fottesega, voglio dire, continui ad ascoltare.
- nel nostro caso cambia, ma tu non lo dire, sono di nuovo le quattro ed io sono molto stanca, fammi delirare un pochino, per favore, sai che posso farlo solo con te che sei bello come un orso a primavera.

2 commenti:

  1. Il riferimento a Norwegian Wood è sublime.

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  2. Ero reduce dall'ennesima rilettura, comprendimi.

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